Archivio di Marco Brundu

Pezzettini


Paul Bowles (The Sheltering Sky): “Because we don’t know when we will die, we get to think of life as an inexhaustable well. Yet everything happens only a certain number of times, and a very small number really. How many more times will you remember a certain afternoon of your childhood, some afternoon that is so deeply part of your being that you, that you can’t even conceive of your life without it? Perhaps four or five times more, perhaps not even that. How many more times will you watch the full moon rise? Perhaps 20. And yet it all seems limitless”.

José Saramago (L’uomo duplicato): “Gli insegnanti hanno bisogno di andare a scuola ben nutriti per poter far fronte al durissimo lavoro di piantare gli alberi o i semplici arbusti del sapere in terreni che, nella maggior parte dei casi, tendono più all’agreste che al fecondo”.

Giuseppe Berto (Il male oscuro): “Ora nell’analisi una delle cose importanti e anzi direi indispensabili è avere sogni e ricordarsene in modo da poterli poi raccontare al medico il quale attraverso l’esposizione delle cose sognate e le spontanee associazioni che il paziente fa discutendone arriva ad indovinare qualcosa che è sepolto dentro di lui e a risvegliare ricordi lontanissimi che per il paziente erano dimenticati del tutto e invece stavano per così dire messi da parte cioè immagazzinati nell’inconscio dove peraltro non è che giacciono senza far niente ma determinano azioni e condizioni e stati morbosi di cui la parte consapevole dell’individuo non capisce nulla finché non arriva a scoprire la verità nascosta, ecco dunque l’importanza dei sogni che qualcuno deve avere pure definito vere finestre aperte sull’inconscio…”.

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