Le chiacchiere

“Prima di tutto si raccomanda – a partire dalla più giovane età – di evitare le chiacchiere.
La chiacchiera è l’esatto opposto della parola poetica.
La chiacchiera è pannicello caldo, è uno strano miscuglio di simpatia e cattiveria, è un ansiolitico che produce dipendenza, esprime il bisogno di facili intese immediate, si basa sul risaputo e sul pettegolezzo, è l’uso deteriore della parola, impedisce ogni possibile intensità.
La si incontra molto frequentemente in famiglia e nella parentela (esempio classico: il pranzo di Natale), nei luoghi di lavoro tra colleghi (compresi i luoghi intellettuali: università, case editrici e giornali), e in ogni tipo di associazione.
La chiacchiera si infiltra anche nei bei rapporti di amicizia e di amore, corrodendone i valori.
La chiacchiera si trasforma facilmente in linguaggio politico ufficiale e burocratico, e il suo traguardo estremo di superficialità e dissennatezza, assoluta disumanità, è la dichiarazione di guerra”

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